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Alzheimer, scoperta possibile strategia terapeutica per bloccare la malattia

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31 Marzo 2016
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È possibile bloccare la progressione del morbo d'Alzhemeir, inibendo alcune sostanze chimiche legate alla formazione delle placche beta-amiloidi responsabili della morte delle cellule cerebrali nei pazienti affetti dalla malattia neurodegenerativa.

I bersagli individuati sono i proteoglicani eparan solfato (HSPGs), sostanze chimiche che interagiscono con le placche, impedendo che vengano eliminate dal cervello. A scoprire il potenziale terapeutico dell'inibizione di HSPGs è stato un gruppo di ricercatori della Mayo Clinic in Florida, in uno studio pubblicato sulla rivista Science in Translational Medicine.

Gli studiosi hanno allevato cavie geneticamente modificati in modo che le loro cellule cerebrali non avessero HSPGs e in modo che sviluppassero i sintomi dell'Alzheimer. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che queste cavie avevano sviluppato meno placche beta-amiloidi, suggerendo che l'assenza di HSPGs può aiutare a rimuoverle.

In una seconda parte dello studio, i ricercatori hanno analizzato il tessuto cerebrale di 40 pazienti deceduti. Hanno così scoperto che le persone con l'Alzheimer avevano anche una maggiore quantità di HSPGs, confermando il legame tra la malattia e queste sostanze chimiche. È la prima colta che viene testato il ruolo di HSPGs nell'Alzheimer. La scoperta potrebbe portare allo sviluppo di farmaci in grado di ridurre HSPGs nel cervello o capaci di bloccare la loro interazione con le placche.