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Autismo, mutamenti della flora batterica intestinale tra le possibili cause

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31 Marzo 2016
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Sebbene l'autismo continui a essere un disturbo spesso difficile da diagnosticare e su cui rimane molto ancora da scoprire, alcuni recenti studi internazionali hanno aperto nuove interessanti prospettive sulle cause che ne determinano lo sviluppo.

Gli studi hanno evidenziato come un'alterazione del microbiota intestinale, cioè il patrimonio genetico dei batteri che servono al nostro organismo per i processi vitali, sia strettamente correlata allo sviluppo neurocomportamentale e sia un fattore determinante nello sviluppo dei sintomi dell'autismo. Lo ha ricordato l'Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (WAidid), in occasione della nona edizione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo che si celebrerà il 2 aprile.

"I dati di ricerche nel modello animale, in bambini con disturbi dello spettro autistico e nei loro familiari - ha spiegato - Susanna Esposito, direttore dell'Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico dell'Università degli Studi di Milano e presidente di WAidid - hanno dimostrato che sintomi gastrointestinali e alterazioni nel microbiota siano spesso associati a disturbi neuro-comportamentali nei pazienti affetti da autismo. Il microbiota riveste nell'intestino importanti funzioni fisiologiche quali la maturazione del sistema immunitario, la degradazione di macromolecole alimentari complesse, la detossicazione, la produzione e l'assorbimento di vitamine e minerali, e influenza anche il comportamento. 

Il sistema immunitario ha sviluppato degli strumenti per convivere con il microbiota, ma anche per tenerlo sotto controllo. Quando questo controllo viene meno, avviene la disbiosi, cioè una de-regolamentazione delle comunità batteriche che non si manifesta sempre con diarrea o stipsi, ma può portare ad altri disturbi infiammatori, in alcuni casi come chiara patologia infiammatoria gastro-intestinale ma anche come allergie, obesità o diabete e, non ultimo, l'autismo". 

La possibilità di interventi specifici per modificare la qualità del microbiota apre, quindi, la prospettiva ad una serie di nuovi approcci terapeutici nel trattamento dei sintomi dell'autismo, tra cui l'utilizzo dei probiotici."Nuovi studi clinici - ha detto Esposito - hanno dimostrato che i probiotici, vale a dire i batteri buoni come quelli che sono presenti nello yogurt, possono avere un potenziale terapeutico nel disturbo dello spettro autistico".