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Quanti benefici dalla frutta fresca: lo confermano due studi internazionali

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1 Aprile 2016
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Una mela al giorno può davvero togliere il medico di torno, ma anche arance, frutti di bosco, pere, fragole... Lo confermano due studi indipendenti, i quali hanno una volta di più ribadito l’importanza del consumo di frutta fresca.

Bastano 100 grammi di frutta fresca ogni giorno per abbassare di un terzo il rischio di morire precocemente per infarto o ictus: lo afferma uno studio condotto dall'Università di Oxford, pubblicato sul New England Journal of Medicine. La ricerca è durata sette anni e ha coinvolto mezzo milione di persone che vivono in Cina, dove il consumo di frutta fresca è molto più basso rispetto a paesi come il Regno Unito o gli Stati Uniti.

Prima dello studio tutti i partecipanti non avevano storie di malattie cardiovascolari e non erano sotto trattamenti anti-ipertensivi. Dai risultati è emerso che il consumo di una porzione di 100 grammi di frutta al giorno, prevalentemente mele e arance, è associato a un calo delle probabilità di morire precocemente, sia negli uomini che nelle donne.

"È difficile sapere se il rischio più basso nelle persone che mangiano più frutta fresca sia dovuto a un vero e proprio effetto protettivo", ha detto Zhengming Chen, autore dello studio. "Se lo è, allora il largo consumo di frutta fresca in Cina potrebbe prevenire circa mezzo milione di morti cardiovascolari all'anno, tra cui 200mila prima dei 70 anni d'età , e anche un certo numero maggiore di ictus e attacchi di cuore fatali", ha aggiunto.

 

Alle medesime conclusioni è giunto anche un secondo gruppo di ricercatori, stavolta della University of Western Australia, il quale ha scoperto come il consumo quotidiano di una mela riduce del 35 per cento il rischio di morire precocemente. Le donne che hanno mangiato ogni giorno l'equivalente di una piccola mela, sono risultate avere una speranza di vita più lunga rispetto a coloro che non l'hanno fatto.

Per arrivare a queste conclusioni, pubblicate sul Free Radical Biology and Medicine Journal, i ricercatori hanno seguito per 15 anni un gruppo di pensionati di età compresa tra i 70 e gli 85 anni. Ognuno dei 1.456 partecipanti ha completato un questionario sulle abitudini alimentari che poi i ricercatori hanno usato per capire l'impatto delle mele sulla mortalità. Dai risultati è emerso che una varietà di frutta, se consumata su base giornaliera, può portare benefici moderati per la salute.

Questo grazie alla presenza di alte concentrzioni di fibre e flavonoidi. Quest'ultimi sono composti vegetali che si trovano in frutta e verdura, tra cui mele, frutti di bosco, pere, fragole e ravanelli. In particolare, le mele sono il frutto con il più alto contenuto totale di flavonoidi. "Precedentemente abbiamo dimostrato che l'assunzione di flavonoidi dalla buccia della mela ha migliorato il rilassamento delle arterie", ha detto Jonathan Hodgson, uno degli autori dello studio. "Ora abbiamo dimostrato che una maggiore assunzione di mele è associata a un minor rischio di mortalità per tutte le cause e mortalità per cancro nelle donne anziane", ha aggiunto.